A listening guide to Nina Simone

Nina Simone è una delle cose più belle che mi siano mai successe. Per me, è il Re Mida della musica.

Ed è anche una di quei musicisti che – come Stevie Wonder, Tom Waits ed altri – ha una produzione musicale sconfinata e di una qualità impressionante, ma che viene schiacciata da quei due, tre pezzi che il mainstream ha deciso essere i suoi “migliori”.

E siccome ho scoperto MixWit, ecco 7 pezzi che meritano di essere (ri)conosciuti. Li ho pescati fra il loro limitato database, ma ci sono almeno una 50ina di pezzi di Dr Nina Simone ai quali devo una vita un po’ più sopportabile.

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1. Work Song – Nel pieno della rivoluzione Lutheriana, Oscar Brown Jr scrive questo pezzo in cui un prigioniero nero è condannato ai lavori forzati (work song) per aver commesso il crimine di essere “hungry and poor”.

2. Cotton-Eyed Joe – Si dice che “Cotton-Eyed” era riferito ai vecchi con le cataratte lattiginose (!). Questa ballata è un tipico esempio di come Nina riesce a fare di una canzoncina popolare, una ballata memorabile.

3. I Put A Spell On You – Scritta da quel malato mentale de Screamin’ Jay Hawkins (autore anche di Constipation Blues) questo standard del R’n’B è reso al meglio dalla voce nasale della nostra. La ciliegina sulla torta è l’attacco del solo di sax!

4. Mr Bojangles – Chi canta, racconta di aver conosciuto un vecchio di nome Bojangles in prigione, che era solito ballare per pochi spiccioli nei Honkey Tonk Joints. C’è più devastante malinconia in questa canzone che in un asilo per bambini orfani handicappati. 

5. Backlash Blues – “Backlash” è letteralmente il “colpo della strega” ma vuol dire “contraccolpo” o “reazione violenta”. Il Backlash Blues è mirato a tutti coloro che opprimono i neri e le altre minoranze. Nina Simone divenne una delle portavoci del movimento dei Black Panthers, che intendeva riconquistare i diritti per i neri con la violenza ed il terrore. “I ain’t for none of that ‘non-violence’ shit” disse Simone in concerto.

6. Love Me or Leave Me – Questo pezzo sarebbe solo bello se non avesse uno dei più incredibili assoli di pianoforte della musica popolare degli ultimi 100 anni. Nina ha una solidissima formazione classica anche se non fu mai accettata da un conservatorio (lei sostenne sempre che fu per motivi di razzismo, ma un bel documentario sostiene il contrario). Qui sfoggia tutto quel bagaglio che riesce a sposare meravigliosamente in questo swing blues. 

7. I Think It’s Gonna Rain Today – Vera chicca. Questo è un pezzo di un signore che si chiama Randy Newman, e il fatto che in molti ancora non lo conoscono è solo l’ennesima delle ingustizie di questo mondo. Ha scritto centinaia di canzoni di cui almeno 5 le conosci anche tu (sì, tu).  In questa versione solo piano e voce c’è tutto quello che io cerco nella musica.

Ancora due e poi la pianto:

Nina in canta in italiano!

Il mio pezzo preferito dal mio disco preferito. Questo “Live at Ronnie Scotts” è indescrivibile.

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3 commenti

Archiviato in Musica

3 risposte a “A listening guide to Nina Simone

  1. perfect to paint along to. nice effort at compiling.

  2. Matan

    ‘zie.
    Ne andrebbe fatto uno anche di TW, ma non me la sento yet, ancora non conosco tanti suoi dischi…lo fai tu? 🙂

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