Filippo Marinetti: uno scoppiato da riscoprire (con riserva)

Sì, certo, era fascista dentro e come tale andava impiccato per le palle…però aveva anche una pulsione creativa mica da niente.

Beccatevi Battaglia=Peso+Odore, incredibile esempio di parolibere.

Ebrei, Frittelle, Pane all’Olio, Caaaaantileeeneeeee….Atmosfera uguale Lava più 300 fetori più 50 profumi…selciato materasso!

Via Pierlo.

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4 commenti

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4 risposte a “Filippo Marinetti: uno scoppiato da riscoprire (con riserva)

  1. Biole

    Noi grafici dobbiamo quasi tutto a Marinetti.
    Significato. Suono. Lettura. Spazi vuoti. Spazi pieni. Gioco. Musica.Carta. Inchiostro. COMUNICAZIONE.

    Zang Tum Tum a T
    U
    T
    T
    I …………………………..!

  2. Matan

    Cavolo, non ci avevo mai pensato…

  3. Roberto Pardini

    La grafica in generale, intendo quella espressa nel mondo. Si rifà tendenzialmente a due filoni, poi diventati rivoli e rivoletti, ma le basi vengono da lì:
    La grafica russa – svizzera – futurista e dada.
    La grafica californiana, anche detta new wave.

    Se la si guarda con attenzione, anche quella californiana di contemporanei come: April Greiman – Lucille Tenazas – David Carson…e altri, inglesi come Neville Brody
    Hanno ripercorso, rileggendola, la grafica europea di Roy Lichtenstein – Herbert Bayer – El Lisitskij e perché no, anche il nostro Marinetti. Perchè la sintesi ricercata dal futurismo, è stata una vera rivoluzione, rispetto agli orpelli e fronzoli di quel che c’era prima. Non solo, ma la composizione formale del testo che si trasforma da lapidario a pura forma (quasi musicale…quasi opera a sè) Offre un contributo alla lettura che trascende il testo diventando “opera” anche una sola colonna di testo, meriterebbe una cornice. Oggi, dopo averne indagate molte, a seconda degli anni e delle mode. 70/80/90…io personalmente ho deciso per il futurismo minimalista e rigoroso. Almeno da una decina di anni, quello che faccio (dove posso chiaramente) è “fare semplice” e “fare rigoroso” Di fatto, oltretutto e anche paradossalmente è l’unica risposta alla cultura del non progetto e antagonista a quella “visto che c’ho un computer posso fa grafica” che tanto è in voga tra gli improvvisati designer de noantri. Dico paradossalmente perchè spesso, proprio la sintesi sottrattiva è quello spartiacque che mi differenzia da un mercato al ribasso e da concorrenza dequalificata.

  4. È bello che si parli di sintesi sottrattiva in questo contesto, come nella più tipica tradizione musicale elettronica.

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