Musica, Pattern e Architettura

Nonostante una vita immersa in musica, io ci ho messo davvero molto tempo prima di riuscire ad apprezzare veramente la musica classica.
Non riuscivo a capire come non si potesse essere così frastornati dalla sua mirabolante complessità da non riuscire quasi ad ascoltarla.
Non sto affatto esagerando.

In una sinfonia per orchestra, c’è un tale tripudio di corrispondenze di note, rapporti fra accordi, citazioni, variazioni sul tema….insomma, patterns a non finire…che cercare di seguire tutto insieme è un po’ come leggere La Commedia di Dante, tutta d’un fiato, senza mai averla studiata. Certo “si capisce il senso”, ma quante cose verrebbero perse per strada?

E sempre in tema di sinestesia musicale…ecco un esaltante e precisa rappresentazione di quello che succede nella testa di chi ascolta ( ascolta davvero) Giant Steps di John Coltrane.

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1 Commento

Archiviato in Musica

Una risposta a “Musica, Pattern e Architettura

  1. Veronica

    “…come non si potesse essere così frastornati dalla sua mirabolante complessità da non riuscire quasi ad ascoltarla…” da sentirsi come al buio sotto una fittissima e incessante pioggia di note, capace a volte di bagnarti anche le ossa, senza lasciarti la possibilità di trovare alcun riparo…

    ti capisco bene

    mi piacerebbe vedere la stessa rappresentazione su una sinfonia di Mahler (la n.5 ad esempio)… ad un certo punto si intravede una piccola me in versione norvegese con l’impermeabile, gli stivaloni e il cappello giallo… 😉

    V

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