la caduta

La leggenda vuole che dalla torre di Pisa Galileo faceva cadere delle masse (i gravi) per studiarne il moto. Newton poi indagò sulle forze in gioco. Il resto lo trovate nei libri di fisica dove da ragazzino feci questa scoperta: una palla di ferro e una piuma in caduta libera toccano terra nello stesso momento perché soggetti alla stessa accelerazione gravitazionale (quindi soggetti a una forza di gravitazione diversa e proporzionale alle rispettive masse). Nella realtà non succede perché c’è l’aria e l’aria oppone resistenza al moto, le piume in questo sono troppo più sfortunate della palla di ferro e vengono frenate. Galileo non aveva modo di esperire ne creare il vuoto ma ci arrivò lo stesso. Questo la dice lunga sul senso dell’osservazione e quanto osservare non sia semplicemente registrare dei dati. Eccone la prova:

Mi interessa però ribadire il senso dello stupore e della meraviglia che secondo me fa intimamente parte della scienza. Interessante sarebbe riflettere su questo scarto che sembra essere costante tra quello che consideriamo normale, ovvio, plausibile e quindi reale e poi la realtà quando viene indagata con strumenti che di fatto  superano i limiti stessi di chi li ha concepiti. Mi sembra sembra pazzesco.

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