Archivi del mese: agosto 2009

Evoluzione della Specie: Pessime Soluzioni

1. Sfiatatoio dei mammiferi marini
Qualsiasi animale che passa gran parte del suo tempo in mare, dovrebbe essere in grado di estrarre ossigeno dall’acqua tramite branchie. Ingrandire i polmoni e spostare una narice nel retro della testa è una strategia davvero scadente.

2. Clitoride della Iena
Quando ingrossato, questo “pseudopene”, che serve anche da canale del parto, diventa così duro da poter distruggere il feto in uscita.

3. Mammelle del Canguro
Per poter ricevere del latte, un canguro neonato, un fragile e molle fagiolino, deve arrampicarsi sul torso della madre fino a dentro il suo marsupio.

4. Canale del parto delle Giraffe
Le giraffe spesso partoriscono in piedi, così la venuta al mondo dei loro piccoli è un tonfo da quasi 3 metri. Wheeeee! Crack.

5. Esoscheletro del Ragno Golia Goliath
Questo ragno gigante (a volte si ciba di uccelli) è in grado di arrampicarsi sugli alberi molto velocemente. Eppure, ha un guscio talmente fragile che quando cade, esplode.

6. Denti di squalo in utero
Alcuni squali, invece che deporre uova, partoriscono dei piccoli già formati. Ma questi piccoli predatori sviluppano dei denti già in utero e, a volte, si mangiano l’un l’altro….ancora dentro alla pancia della madre.

7. Stomaco umano.
L’uomo è in grado di digerire molte cose, ma non la cellulosa, componente principale delle piante. Termiti 1 Umanità 0.

8. Genitalia di Lumaca
Alcune specie ermafrodite di lumaca si riproducono avvolgendosi con i reciproci organi sessuali. Ma se uno dei due membri dovesse rimanere incastrato, la lumaca lo stacca a morsi. Che. Cosa!?

9. Quadrupedi.
Immagina di essere un quadrupede. Ora immagina di avere una ferita o un prurito sulla schiena. Beh, t’attacchi. Non puoi che sperare che ci siano rami bassi da queste parti.

Via Wired.

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Geronimooo!

Appena scopro dove lo fanno organizziamo il primo DavveroDavvero party.

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Flight Patterns

C’è chi vede un semplice palo della luce asserragliato dall’immancabile nuvola di insetti e capisce di poterci tirare fuori un mezzo capolavoro.
Questa creazione è 2% tecnica, 5% attrezzatura e 93% idea.

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Copia-Incolla

Siccome sono in pochi a dire certe cose, perche’ pochi ancora davvero possono dirsi degli intellettuali, e’ doveroso quindi fare almeno testimonianza affinche’ non si perda completamente la bussola.

Per questo ho deciso di copia-incollare questo articolo di Roberto Cotroneo

Allevi, la musica e l’Osservatore

Abbandoniamo per un giorno i temi politici. E concentriamoci su quelli culturali. Ieri su un giornale molto particolare, “L’Osservatore Romano” è apparsa una recensione davvero interessante. Il critico musicale Marcello Filotei scrive un articolo fortemente polemico nei confronti del pianista Giovanni Allevi e della sua musica. Dice: “Giovanni Allevi non è affatto “strambo”, è costruito con una cura assoluta ed è la rappresentazione oleografica del compositore, così come se l’aspetta chi non ha molta consuetudine con le sale da concerto”. E più avanti: ” il compositore marchigiano arriva e offre al pubblico quello che già conosce… E questa è la forza culturalmente pericolosa dell’operazione Allevi: convincerci che tutto quello che non capiamo non vale la pena di essere compreso. Rassicurati sul fatto che “non siamo noi ignoranti, sono loro che non sanno più scrivere una bella melodia”, potremo finalmente andare fieri di non avere mai ascoltato Stravinskij”. La recensione del quotidiano della Santa Sede è molto stimolante. Non tanto per il fenomeno Allevi, che di per se ha pochissimo di interessante, quanto sul fatto che il pianista marchigiano definisce la sua musica: “classica contemporanea”. In realtà la musica classica sta ad Allevi come la pizza napoletana sta a quella che vendono surgelata in Germania. E Allevi stesso è un fenomeno commerciale, che porta con se tutti i luoghi comuni sulla musica, sul pianoforte, sull’esecuzione pianistica. Qualunque persona di media cultura musicale capisce immediatamente di che musica si tratta: roba da aereoporto o studio dentistico, perfetta per rimanere in sottofondo. Ma é soprattutto una musica che non ha ambizioni, né di essere ricordata, né di essere ascoltata con emozione.
Eppure è ormai qualche anno che ci si sente ripetere sempre la stessa cosa. Allevi compositore strambo, ragazzino capace di incantare quando siede alla tastiera. E invece se lo ascolti dal vivo ti accorgi che il suo suono non è mai pulito, che la dinamica pianista di Allevi è incerta, e che persino la tecnica non è al livello di un pianista degno di questo nome. Per non parlare del livello delle composizioni. Ma queste cose non le scrive nessuno, perché i critici dei giornali non sono critici, ovvero non sono persone con una preparazione specifica per capire certe cose, ma sono giornalisti che esprimono giudizi. Ovvero persone prive di una vera preparazione che si inventano canoni che non esistono.
Il critico dell'”Osservatore” aggiunge: “In un Paese come l’Italia – dove c’è chi, come Alessandro Baricco, arriva a scrivere e dirigere film per spiegare che Beethoven è sopravvalutato – è abbastanza frequente che si cada nel tranello dell’artista svagato. Certo non è colpa dell’artista in questione, ma di un sistema scolastico fatto di flauti dolci e Fra Martino campanaro che spesso non fornisce gli strumenti per distinguere Arisa da Billie Holiday, figuriamoci Puccini da Allevi”.
Io direi che è colpa di tutti. Di tutti quelli che hanno inventato casi, fenomeni, scrittori, geni della musica, artisti che non avevano peso e valore, per moda e per debolezza, e perché proni a un’industria culturale capace di manipolare i media. Il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi. È quello che vado a ripetere qui da mesi. Il crollo culturale di un paese che va di pari passo con il crollo morale.Riguardo ai flauti dolci, magari si insegnasse davvero a suonarli, sarebbe già qualcosa.

(grazie  a Elena per la segnalazione)


Un intellettuale e’ una persona che trova valori; e’ triste che li debba difendere dalla societa’ che piu’ non li accoglie.


ps: questo post e’ dedicato personalmente a tutti i lettori di Erri de Luca e di Margaret Mazzantini  ;P

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Bobby McFerrin, la Neuroscienza e la Scala Pentatonica


Bobby McFerrin utilizza un semplice ed efficacissimo gioco musicale per dimostrare un paio di cose sul misterioso posto occupato dalla scala pentatonica nel nostro cervello. Alla fine, uno scienziato gli chiede se sia interessato ad un lavoro nel campo della neuroscienza.

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Ampie vedute

una divertente campagna per pubblicizzare degli obiettivi grandangolari…

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Obama ti ama

un divertente filmato via intersettiva

e per un attimo mi sono immaginato l’analogo video con un ipotetico Veltroni (se avesse vinto) sulla falsa riga di questo!!

In realta’ mi serviva un cappello leggero per la mia dedica ad Obama. Prendete il respiro perche’ si rimane in apnea.

Southern trees bear strange fruit Gli alberi del sud portano strani frutti

Blood on the leaves sangue sulle foglie
Blood at the root
sangue alle radici
Black bodies swinging in the southern breeze
corpi di neri che ondeggiano alla brezza del sud
Strange fruit hanging from the poplar trees
strani frutti penzolanti sui salici
Pastoral scene of the gallant south
una scena bucolica del galante sud
The bulging eyes and the twisted mouth
gli occhi strabuzzati e le bocche contorte
The scent of magnolia sweet and fresh
l’aroma della smagnolia fresco e dolce
Then the sudden smell of burning flesh
E poi lo strisciante puzzo della carne che brucia
Here is a fruit for the crows to pluck
eccolo un frutto che i corvi smozzicheranno
for the rain to gather    che le piagge raduneranno
for the wind to suck      che il vento prosciughera
for the sun to rot
che il sole fara’ marcire
for the tree to drop
che l’albero lascera’ cadere
Here is a strange and bitter crop
Ecco uno strano e amaro raccolto

In quel momento in cui Billie Holiday rimane ferma alla fine del pezzo mi si schianta il cuore. E di nuovo ripenso a questo post di Beppe Grillo che riporto:

Riuscite a immaginare Bruce Sprigsteen, Bob Dylan, Michael Moore, Joan Baez, David Lettermann (NdR: sic) in campagna elettorale per georgedabliubush? Che tacciono sulle armi di distruzione di massa mai trovate in Iraq? Che rimangono indifferenti allo scempio del pianeta e al rifiuto degli accordi di Kyoto voluto dalle lobby del petrolio? Le stesse che hanno finanziato nell’ultimo decennio le presidenze repubblicane.
Lo
Star System americano ha voluto Obama e ha subito Bush. In Italia le stelle sono nane, fisse, indifferenti a tutto. Stelle nane che stanno a guardare. Il nostro Star Nano System, come la Fiat, è sempre governativo. Lo stuoino Fazio, il bamboccione Jovanotti, il monnezzaro Pino Daniele, il silenzioso Vasco Rossi, il mammaro Baglioni. Gli attendenti Bonolis e Gerry Scotti. L’ex compagno De Gregori, l’ottimista Pieraccioni. L’Aquila di Arcore Iva Zanicchi. Il Benigni in braccio Mastella per un pugno di euro.
Nessuno che denunci il lodo Alfano, le centrali nucleari, la morte della democrazia parlamentare, il corruttore di Mills, gli inceneritori. Ho invitato alcuni di loro ai V day. Non sono venuti, tranne qualche rara eccezione. Erano impegnati. Se avessero partecipato,
addio televisione, produttori, serate, palazzetti, inviti alle feste di partito e pubblicità.
Baudo si dissociò in diretta quando dissi che i socialisti erano dei ladri e conservò il posto di lavoro. Oggi non si dissocia più nessuno, Da chi si dissociano? Dovrebbero dissociarsi da sé stessi. Hanno raggiunto la tranquillità del posto fisso. A Piazza Farnese, a Chiaiano, alla Notte grigio topo di Genova non c’era nessuna stella nana.
L’influenza che esercitano le stelle nane clonate dal Sistema sull’opinione pubblica è enorme in uno
Stato televisivo come è ancora l’Italia. Il silenzio d’oro, la parola d’argento e il potere è di piombo. Una cappa di piombo.

se vi va, date un’occhiata qui

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