Archivi del mese: febbraio 2011

Cospirazione

Quante di queste riunioni avvengono di nascosto nelle nostre case !?

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fare il tagliando al disgusto

lasciando a casa il “politically correct”

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e a noi?!

Riporto da repubblica.it  alcuni estratti dalla loro rubrica “le parole sono importanti” per evidenziare come la cosa entri in palese in contraddizione quando si lascia decidere alla fama chi debba esser considerato degno d’esser ascoltato. Purtroppo se non si commenta il sarcasmo rischia di non esser colto, preferisco passare per pedante…

Sono sicuro che ne Vasco ne Morgan però ti considerano la loro parte femminile, ma penso nemmeno ET. Son tutti però accumunati da alcuni problemi di intonazione (si ok Morgan meno di tutti)

Se puo' aiutarti caro Morgan ci piacerebbe mandarti affanculo come uno qualunque

di tutte le cose significative degli anni '70 ci vuole talento per prendere le più insulse. Guardando la foto però Cesare Lombroso non avrebbe avuto dubbi

Una battuta così puerile sulla moda è seconda solo ad andare ad una mostra di Picasso e dire "e vabbeh ma questo lo saprei disegnare anch'io!"

Sguardo profondo, parole profonde, qualunquismo D.O.C. Oltre che vederti recitare bisogna sopportarti anche come opinionista?!

la fica che vuole fare la disinvolta mi fa davvero incazzare

Nel volerci risparmiare l'ipocrisia de "la bellezza vera viene da dentro" Kate ci regala il cliché pieno della bella, bionda e idiota. Un autogol di rovesciata da centrocampo

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Persuasione

Campagna pubblicitaria americana del 1943 affichè si risparmiasse carburante per la guerra.

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Ruota libera

Penso sia giusto publicizzare rubriche su altri blog/siti personali: signori/re vi presento Filippo Rosso, giovane autore di poesie e racconti. Vorrei inserirmi nella scia aperta da Francesco Piccolo con il suo “momenti di trascurabile felicità”  (e da Fazio/Saviano con “via con me”) ma ancora prima da Umberto Eco –la vertigine della lista– e segnalare questo elenco di Filippo Rosso che non manca mai di innescare feconde catene di pensieri.

Ruota Libera

ne riporto alcuni:

31. In natura le linee rette non durano per sempre.

30.“Ho messo la porta corazzata le inferriate le sbarre alle finestre l’antifurto il cane… Eppure qualcosa ancora non mi fa gustare bene il TG2″

25. Aveva l’energia che contraddistingue gli idioti.

19.Come sarebbe il mondo se una farfalla pesasse 100 kg? Ci sarebbero delle tettoie di acciaio per correre ai ripari. Se il vento fosse costante, a duecento km all’ora, vivremmo in tunnel e spazi chiusi. Se l’uomo producesse spighe di grano dal culo, cucineremmo torte? Le leggi della fisica, sufficientemente diverse da adesso. Più che fantascienza, distorcimento delle leggi di natura. I bestiari nel mondo medievale.

16. Il fatto che tra fratelli, ce ne siano alcuni di posizioni politiche molto diverse, dovrebbe spiegare qualcosa: l’appartenenza politica è sempre un fatto di crescita e di distinzione.

15. Andare in un museo, fare canottaggio, trascorrere un weeked fuori, divorziare, sentire un album dall’inizio alla fine, e dire “è tardi, vado a letto” sono luoghi comuni perfetti. Bisognerebbe fare canottaggio nel bagno di un museo, trascorrere un weekend in ufficio e il lunedì andare in vacanza, avere più mogli, non averne nessuna, prendere un album e non sentirlo. Ma anche il contrario del luogo comune è un luogo comune. 

 

 

 

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Uscire dalla scatola (dal case)

Divertente video che mi scatena la voglia di esser logorroico e trascrivere tutto quello che mi passa per la testa.

Penso che quasi sicuramente arriverà una macro-tendenza culturale che spingerà verso l’analogico in senso lato, verso tutto quello che è reale, tangibile -e non esistente solo su uno schermo.

Il mondo in ogni sua manifestazione è analogico. Il dominio del digitale è il dominio della sintesi numerica per eccellenza. Il dominio del digitale è sempre più grosso perchè la tecnologia -sempre più portatile- ha la possibilità di penetrazione capillare nel quotidiano. Non saprei dire se con facilità e intenzionalità il quotidiano lasci spazio al digitale.

I gadget sono sempre più potenti ma hanno un grosso problema: sono sempre più eclettici e la corrispondenza tra forma e funzione scompare. Il culto degli oggetti di modernariato non è fatto solo estetico. Affascina la manopola che giri, che fa rumore, che svolge una funzione  spesso suggerita dalla sua identità formale, dal suo design.

La fotografia è adesso irrimediabilmente istantanea sia nei procedimenti che negli usi. Ma il digitale ha completamente ucciso la dimensione artigianale -legata allo sviluppo e alla stampa- che dava agli appassionati l’occasione di produrre con le proprie mani qualcosa che le stesse mani esperivano prima ancora degli occhi.

Le arti visive (ci metto dentro anche il cinema) vivono con pienezza l’assuefazione, il rifiuto, l’ibridazione. Procedo per rapidi esempi, molto parziali ma non poco significativi. Assuefazione: il cinema fatto con immagini/elementi di sintesi è mainstream, dire “effetti speciali” è anacronistico e quasi ridicolo ormai. Le trovate visive analogiche/artefatte di -ad esempio- Michel Gondry sono un prodotto visivo che chiarisce per antitesi questa tendenza e allo stesso tempo la possibile alternativa ad essa. Rifiuto: tanta illustrazione spesso fa dell’uso delle tecniche tradizionali quasi la sua unica raison d’etre, si ripiega su se stessa in una nostalgia dai tratti naive che si compiace di se stessa. L’editoria per l’infanzia è l’incontrastato regno di tutto questo: tutti acquerelli e pastelli (quasi si afferma implicitamente che il presente -inteso nella sua tecnologia- è qualcosa di dannoso dal quale il bambino deve essere preservato). Ibridazione: il vero teatro d’avanguardia (quindi escludiamo l’italia dal discorso) sta trovando nella videoproiezione interattiva un modo per portare tutta quella creatività improgionata nei laptop di tanti all’interno di una performance, di qualcosa che accade. Per non parlare di quello che fa gente come la Fura del Baus

La musica vive in maniera più che paradossale la dicotomia laceratissima tra il suo essere un prodotto di studio e la sua dimensione dal vivo (l’unica e irriducibilmente autentica dimensione della musica a mio -insindacabile- parere). Ci sono artisti che davvero esistono solo nella loro esibizione dal vivo, dei quali si dice infatti con un frase fatta che “il disco non rende”. Parliamo di musicisti per lo più underground ma solo perchè -banalizzando- non se ne può confezionare un videoclip promozionale.

Questo e tanto altro sta stancando -e annoiando- un sempre maggior numero di persone, anche inconsapevolmente. Qualcuno fiuterà l’affare e arriverà un offerta di manufatti culturali/artistici -speriamo- maggiormente autentici e veri.

‘Mazza che missile che me parte de domenica mattina

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J. S. Bach

Davvero stavolta non so che dire. Troppo inutile, troppo sublime, troppo nerd, non so. Ma ricordo distintamente che il motorino elettrico dei floppy faceva quel rumore li. E così questo tizio ha programmato questo case con 4 floppy (per avere 4 voci di polifonia ovviamente) e gli ha dato 128 note MIDI. Si può fa reeeeeeeeee!

C’è una cosa evidentissima, quasi retorica, ma non posso girarci intorno. Certi compositori sono così imponenti che praticamente è impossibile distruggere la loro opera. Meicojoni.

 

tnx Fede

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