Luce e Argento

Una cosa di cui sono profondamente convinto è che -nel migliore dei casi- la pratica della fotografia, indipendentemente dai risultati e dagli scopi, in qualche modo ti costringe a stare al mondo in un altro modo, lontano da certe sclerosi del quotidiano, dai conformismi e dalle abitudini personali. In quest’ottica il risultato può passare in secondo piano. Se invece lo scatto arriva alla fine di un processo che ti ha reso autenticamente testimone/partecipante allora le probabilità di scattare una gran foto sono alte.

La fotografia ha sempre avuto anche un aspetto artigianale, legato all’uso del suo repertorio di strumenti e alla pratica delle sue tecniche. Questo lato materiale della fotografia è molto affascinante e più di ogni cosa restituisce l’emozione vera della manipolazione, nel senso più ampio del termine. Al punto che per qualcuno questo momento della fotografia diventa lo scopo ultimo.

Deve esser stato pensando a qualcosa di simile che Ian Ruhter si imbarcato nell’impresa della sua vita: costruire una enorme camera ottica/fotografica all’interno di un furgoncino, realizzare enormi fotografie -pezzi unici- impressionando grosse lastre metalliche trattate con una emulsione fotosensibile e sostanzialmente viaggiare per l’America a bordo della sua stessa fotocamera.

le foto le trovate qui, ma se ci pensate bene, non solo non rendono, ma non ha praticamente senso guardarle su un sito. E questo fa decisamente riflettere sulla crescente virtualità di alcune esperienze della nostra vita e sulla perdita di alcune dimensioni legate alla materialità e all’immanente.

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Eccoti-mi

Mi riesce davvero difficile pensare che qualcuno possa davvero aver avuto un’idea nuova nel campo della comunicazione. Marco Triverio ne ha avuta una, magari ancora embrionale, ma davvero bella: Fell Me.

Non vedo l’ora che esca.

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Trascendentale

Sono ai limiti dell’ipossia. Andate qui . Un assaggio

Questa segnalazione sarà per Federico motivo di una investitura honoris causa di redattore

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suspension of disbelief

Una carrellata di piccole prove da mimo di 14 attori dello star system americano, realizzato per il New York Times da Solve Sundsbo -un fotografo di moda-. Dopo fate una riflessione sui nostri quotidiani online e -mi viene da ridere- sui nostri giovani attori e alla loro tecnica. Si potrebbe per esempio farlo con Scamarcio prendendo una sua foto in bianco e nero e tenendola a video per 1 minuto.

Tnx Ottonso per la segnalazione

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Capitalism vs Comunism

Korea del Sud

Korea del Nord

sic transit gloria mundi

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Bravooooooooo!

Era un po’ che non saltavo sulla sedia come un bambino e cominciavo a battere le mani sorridendo, Roy Smeck c’è riuscito guardate qua

Caso mai vi steste interrogando su chi sia Van Halen e perché viene interpellato, guardate questo video per capire di cosa si parla quando si dice tapping

Non c’è gara e Roy vince a mani basse, foss’altro per lo stile ;)

Troppi chitarristi dovrei tirare in ballo per rimanere in tema, mi limiterò a due

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peggio che andar di notte

Non esistono temi banali ma solo modi banali di affrontarli. Non pensavo si potesse dire qualcosa ancora sui video di snowboard, invece a Jacob Sutton è venuto in mente di far sciare uno snowboarder di notte con una tuta ricoperta di led ad alta luminosità. Ecco.

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